A metà

Deutsche Version folgt weiter unten – English version follows

Di recente, mangiando una minestra, mi sono ustionata il lato destro del palato. Dato che mangiando, continuava a bruciare e non riusciva a guarire, ho adottato l’escamotage di masticare sul lato sinistro, così da permettere alla ferita di rimarginarsi. Avete presente quando torniamo da un appuntamento dal dentista? Proprio così.

Dopo un po’, a parte mancarmi la piacevolezza di assaporare appieno quello che mangiavo, mi sono accorta che portando il cibo o le bevande da un lato solo, ne percepivo meno i sapori. Anche se la teoria per cui la lingua sia suddivisa in base ai sapori che sente è stata confutata, vi assicuro che mi sembrava di gustare a metà.

Da questa esperienza è emerso il parallelo con la nostra vita. Ci insegnano sin da bambini a focalizzarci su tutti gli aspetti esteriori della nostra esistenza, trascurando completamente quello interiore. Ci troviamo quindi a cercare di raggiungere un passo dopo l’altro tutto ciò che secondo gli standard della nostra società sono i traguardi di una vita normale e noi, coraggiosamente e con tenacia facciamo tutti i passi previsti, finché un giorno succede un avvenimento, un qualcosa che ci fa dire: “E adesso?”. Quello è il momento in cui si inizia a cercare e con un po’ di fortuna si trova lo strumento giusto per avere una risposta. Quello è il momento in cui scopriamo che all’interno di noi c’è un mondo interiore meraviglioso, tanto importante quanto quello esteriore, fatto di silenzio, pace, energia e gioia, che possiamo contattare tutti i giorni e che da’ un senso a quello che facciamo nel nostro vivere quotidiano e forza a noi per farlo ancora meglio.

Ritornando alla situazione del mio palato che mi impediva di assaporare appieno quello che mangiavo, ho realizzato che la mia sensazione è stata proprio quella di aver vissuto a metà, finché grazie alla meditazione ho potuto scoprire ciò che sono al mio interno e vivere la mia vita interiore ed esteriore in tutta la loro pienezza.

*DE*

Vor kurzem habe ich mir beim Essen einer Suppe die rechte Seite meines Gaumens verbrannt. Da es beim Essen immer wieder brannte und nicht heilen konnte, nahm ich den Trick an, auf der linken Seite zu kauen, damit die Wunde genesen konnte. Kennst du das, wenn man von einem Zahnarzttermin zurückkommt? Genau so.

Nach einer Weile bemerkte ich, abgesehen davon, dass ich das Essen nicht mehr voll auskosten konnte, dass ich die Aromen weniger wahrnahm, wenn ich Essen oder ein Getränk nur auf die eine Seite zu mir nahm. Obwohl die Theorie, dass sich die Zunge nach den gefühlten Aromen aufteilt, widerlegt wurde, kann ich versichern, dass ich das Gefühl hatte, nur zur Hälfte zu schmecken.

Aus dieser Erfahrung heraus ergaben sich die Parallelen zu unserem eigenen Leben. Von Kindheit an wird uns beigebracht, uns auf die äußeren Aspekte unseres Daseins zu konzentrieren und dabei die inneren völlig zu vernachlässigen. Wir ertappen uns dabei, wie wir versuchen, Schritt für Schritt all das zu erreichen, was nach den Maßstäben unserer Gesellschaft die Ziele eines normalen Lebens sind und wir machen mutig und tapfer all diese Schritte, bis eines Tages ein Ereignis eintritt, etwas, das uns sagen lässt: “Und jetzt?”. Das ist der Moment, in dem wir anfangen zu suchen und mit etwas Glück finden wir das richtige Werkzeug, um eine Antwort zu bekommen. Das ist der Moment, in dem wir entdecken, dass es in uns eine wunderbare innere Welt gibt, die genauso wichtig ist wie die äußere, die aus Stille, Frieden, Energie und Freude besteht, mit der wir jeden Tag in Kontakt treten können und die dem, was wir in unserem täglichen Leben tun, einen Sinn verleiht und uns Kraft gibt, es noch besser zu machen.

Zurück zur Situation meines Gaumens, der mich daran hinderte, das, was ich aß, voll auszukosten, diese hat mir die Erkenntnis gebracht, dass mein Gefühl genau das war, zur Hälfte gelebt zu haben, bis ich dank der Meditation in der Lage war, zu entdecken, was ich im Inneren bin und mein inneres und äußeres Leben in ihrer ganzen Fülle zu leben.


*EN*

Recently, while eating soup, I burnt the right side of my palate. Since it kept burning as I ate and it wouldn’t heal, I used the trick of chewing on the left side to allow the wound to recover. You know when we come back from a dentist’s appointment? Just like that.

After a while, apart from not being able to fully enjoy what I was eating, I realised that if I took food or drink on one side, I perceived the flavours less. Although the theory that the tongue is divided according to the flavours it feels has been disproved, I can assure you that I felt like I was tasting half.

The parallel with our lives emerged from this experience. We are taught from an early age to focus on all the external aspects of our existence, completely neglecting the inner one. We then find ourselves trying to achieve, step by step, everything that by our society’s standards are the goals of a normal life and we courageously and tenaciously take all these steps, until one day an event happens, something that makes us say: “What now?”. That is the moment when we start looking and with a bit of luck find the right tool to get an answer. That is the moment when we discover that there is a wonderful inner world within us, just as important as the outer one, made of silence, peace, energy and joy, which we can contact every day and which gives meaning to what we do in our daily lives and strength to us to do it even better.

Returning to the situation of my palate which prevented me from fully savouring what I was eating, I realised that my feeling was precisely that I had been living half, until thanks to meditation I was able to discover what I am inside and live my inner and outer life to the full.

2 Comments

  1. Verissimo Sandy. I modelli che ci propongono oggi hanno un aspetto esteriore eccellente. Indirettamente, tutti noi veniamo martellati quotidianamente per il raggiungimento di quell’obiettivo, in barba a ciò che ci succede dentro, a quanto siamo in pace con noi stessi.

    Ad un certo punto, però, arriva il conto per aver trascurato se stessi. Caspita se arriva.

    Un saluto,
    Mauro

    1. Grazie Mauro, del tuo prezioso commento. È sicuramente dura quando arriva il conto, ma è un momento fondamentale che indica una maggiore consapevolezza che prima o poi arriviamo ad ottenere e che ci permette di crescere e di comprendere sempre più cosa siamo davvero.
      Un caro saluto,
      Sandy

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