La bellezza salverà il mondo

by Giulia Bertan

«A chi sa di dover morire, gli ultimi cinque minuti di vita sembrano interminabili, una ricchezza enorme. In quel momento nulla è più penoso del pensiero incessante: “se potessi non morire, se potessi far tornare indietro la vita, quale infinità! E tutto questo sarebbe mio! Io allora trasformerei ogni minuto in un secolo intero, non perderei nulla, terrei conto di ogni minuto, non ne sprecherei nessuno!”.» Tratto da “L’idiota” di F. Dostoewskij

Questa frase negli ultimi tempi si presenta spesso nella mia mente, in meditazione e non. È una frase di Dostoewskij, il gigante russo della letteratura. Un uomo che di bellezza apparentemente ne ha vista e descritta poca. Nella maggior parte delle sue opere Fëodor si concentra di più sulle miserie e aberrazioni umane, eppure è chiaro, per chi si abbandona alla sua scrittura spesso tormentata, sentire con chiarezza che tutto il suo essere tende ad una bellezza ideale, che passa necessariamente attraverso al dolore e alla bruttura, fino a riuscire a trascenderle. Si nutre della materia più infima, per giungere all’essenza più pura.

Nella cultura orientale, il fiore di loto, che affonda le sue radici nella melma per sbocciare in tutta la sua bellezza sulla superficie dell’acqua stagnante, alla luce del sole, è un simbolo potente dell’uomo che vive nel mondo ma che non permette a questo di contaminare la sua innata purezza.

Il concetto di bellezza in tutte le culture, religioni, in tutte le opere d’arte viene raccontato come una conquista sugli aspetti più cupi che ci contraddistinguono, e mi sembra un messaggio molto importante soprattutto in questi tempi.

Oggi, costretti ad abbandonare temporaneamente lo scorrere normale,e spesso diciamocelo, poco soddisfacente delle nostre giornate, potremmo imparare ad osservare con un certo distacco la routine della nostra ricca vita occidentale, fatta di poca attenzione, grettezza ed ipocrisia.

E potrebbe essere la lezione più importante della nostra vita. Come molti di voi ho la fortuna di vivere immersa nel verde, e godo di ancora maggiore fortuna perché sono apicoltrice. Questo significa partecipare ai ritmi naturali e poter beneficiare costantemente del contatto con altri esseri viventi.

Una fortuna non da poco nel mondo moderno.
In questa settimana, in cui comunque le attività legate all’agricoltura non subiscono il fermo obbligatorio, ho potuto godere in modo particolare di questi ricchissimi doni. Non ci sono macchine in giro, non c’è il chiasso delle persone, e così si sentono i canti degli uccelli, il rumore della pioggia e il vento tra i rami con una chiarezza cristallina rara anche per una città come Merano.

Vicino a casa mia ci sono i primi ciliegi selvatici fioriti, e il ronzare delle api e dei bombi è piacevolmente assordante. È un bellissimo marzo e alla natura non gliene importa un piffero del Corona virus e delle nostre paranoie. Il ciclo di rinascita riprende con o senza di noi, o meglio, nonostante noi. Sono moltissime le persone, gli enti, le organizzazioni che ci ricordano che stiamo distruggendo l’ambiente e che questo ci porterà molto presto a distruggere noi stessi. È una verità sacrosanta che sento nelle parole di tutti ma che sembra aver perso per questo di senso. La ripetiamo meccanicamente come molte altre verità, ma non siamo più in grado di percepirle.

Scendere nel silenzio è forse il modo più efficace che abbiamo per riappropriarcene, e per farne dono a chi ancora non conosce la strada per arrivarci. Il vero Maestro rimane la Terra, e la sua è la più grande forma d’amore e d’intelligenza che si possa conoscere e toccare, alla portata anche di chi non trascende abitualmente. Nonostante la bruttezza con cui l’abbiamo umiliata, essa continua a nutrirci e a sostenerci, condivide con noi ogni cosa e non chiede altro che di goderne con gioia. Non ha neanche bisogno che ce ne prendiamo davvero cura, perché tutto è stato predisposto in modo così geniale che se non si interferisce con il suo processo naturale, essa si rigenera da sé, anno dopo anno.

Sono una persona strana, che fatica a simpatizzare con i suoi simili, ma che prova un profondo legame con animali e piante, e sento un grande dolore nel vedere con quanta violenza trattiamo il pianeta, con quanta ipocrisia parliamo di amore e gentilezza ma quanto poco ne mostriamo. Questo mi fa provare disprezzo per gli esseri umani. Quindi pecco di presunzione e senso di separazione, come gran parte delle persone, anche se magari in modo diverso. Nel mio percorso, la conquista della compassione è ancora molto lontana, e ho pensato di utilizzare questo tempo per portare la mia attenzione a questo. Vorrei che fosse un periodo prezioso, capace di portare un vero cambiamento per me e per chi mi circonda. Perchè ho paura che passati questi giorni di ritiro, tutto torni esattamente come prima, che tutti tornino a consumare, far chiasso e sporcare peggio di prima, senza aver assaporato questo magnifico silenzio, senza aver ascoltato ed imparato da tutta questa bellezza che è qui solo per salvarci e che si offre a noi senza aspettare nulla in cambio.

Ho paura di scoprire che siamo ancora troppo poco evoluti per sollevarci dal fango in cui siamo nati ed aspirare al sole. Abbiamo davvero un grande compito, e chi medita può comprendere anche meglio degli altri questa responsabilità. Questo concetto viene spesso vissuto come un peso, un compito gravoso. Ma la responsabilità è l’unica cosa che ci può rendere liberi e potenti, e che ci distingue dalle altre creature.

Non sono una pensatrice raffinata e non ho nulla da insegnare a nessuno, ma qualcosa di molto forte mi ha spinto a condividere con voi questo mio pensiero. Fate caso a quanto tempo impiegate per sfornare opinioni, commenti, like e condivisioni. Smettete di farlo. Andate là fuori e ascoltate, respirate. Questo lo potete fare senza infrangere le regole che dobbiamo osservare, basta non lo facciate in gruppo, che sia nel vostro comune e che rimaniate fuori il minimo indispensabile.

Meditate. Fatelo con i piedi nudi sull’erba nuova. L’ondata di vitalità e forza che proverete è la forma d’amore più pura che esiste, è per tutti, non discrimina nessuno, non si può comprare ed è di fatto la sola cosa di cui abbiamo bisogno. Lasciate che vi parli e che parli attraverso di voi, attraverso le vostre azioni. In questa dimensione siamo tutti chiamati ad agire e a farlo in conformità con le leggi universali.

Facciamo in modo che non sia necessario perdere tutto questo per imparare il suo valore.

*DE*

Schönheit wird die Welt retten
von Bertan Giulia

“Denen, die wissen, dass sie sterben müssen, erscheinen die letzten fünf Minuten des Lebens endlos, ein ungeheurer Reichtum. In diesem Moment ist nichts schmerzhafter als der unaufhörliche Gedanke: “Wenn ich nicht sterben könnte, wenn ich das Leben zurückkehren lassen könnte, welch Unendlichkeit! Und all dies würde mir gehören! Dann würde ich jede Minute in ein ganzes Jahrhundert verwandeln, ich würde nichts verlieren, ich würde jede Minute zählen, ich würde nichts verschwenden”. Aus “Der Idiot” von F. Dostoewskij.

Dieser Satz kommt in letzter Zeit oft in meinem Kopf vor, ob in der Meditation oder nicht. Es ist ein Satz von Dostoewskij, dem russischen Giganten der Literatur. Ein Mann, der offenbar wenig Schönheit gesehen und beschrieben hat. In den meisten seiner Werke konzentriert sich Fëodor mehr auf menschliches Elend und Verirrungen, doch für diejenigen, die seinem oft gequälten Schreiben frönen, ist es klar, dass Fëodors Sein zu einer idealen Schönheit neigt, das notwendigerweise durch Schmerz und Hässlichkeit hindurchgeht, bis es diese transzendieren kann. Er nährt sich von der widerwertigsten Materie, um die reinste Essenz zu erreichen.

In der orientalischen Kultur ist die Lotusblume, die ihre Wurzeln im Schlamm vertieft, um in ihrer ganzen Schönheit auf der Oberfläche des stehenden Wassers im Sonnenlicht zu blühen, ein mächtiges Symbol für den Menschen, der in der Welt lebt, aber nicht zulässt, dass sie seine angeborene Reinheit verunreinigt. Das Konzept der Schönheit wird in allen Kulturen, Religionen und in allen Kunstwerken als Sieg über unsere dunkelsten Aspekte erzählt. Das scheint mir gerade in diesen Zeiten eine sehr wichtige Botschaft zu sein. Heute, da wir gezwungen sind, den normalen Tagesablauf vorübergehend aufzugeben, welcher oft, seien wir uns ehrlich, nicht sehr befriedigend ist, könnten wir lernen, mit einer gewissen Distanz die Routine unseres reichen westlichen Lebens zu beobachten, das aus wenig Aufmerksamkeit, Engstirnigkeit und Heuchelei besteht. Und es könnte die wichtigste Lektion unseres Lebens sein.

Wie viele von Ihnen, habe ich das Glück, im Grünen eingetaucht zu leben, und ich genieße noch mehr Glück, weil ich Imkerin bin. Das bedeutet, an den natürlichen Rhythmen teilzunehmen und ständig vom Kontakt mit anderen Lebewesen profitieren zu können. Das ist in der modernen Welt kein kleines Vermögen.

In dieser Woche, in der die landwirtschaftlichen Aktivitäten nicht dem obligatorischen Stopp unterliegen, konnte ich diese reichen Geschenke auf besondere Weise genießen. Hier gibt es keine Autos, keinen Lärm der Menschen, und so kann man den Gesang der Vögel, das Geräusch des Regens und den Wind in den Ästen mit einer kristallklaren Klarheit hören, die selbst für eine Stadt wie Meran selten ist. In der Nähe meines Hauses blühen die ersten wilden Kirschbäume, und das Summen der Bienen und Hummeln ist angenehm ohrenbetäubend. Es ist ein schöner März, und die Natur schert sich einen Dreck um den Coronavirus und unsere Paranoia.

Der Zyklus der Wiedergeburt setzt sich mit oder ohne uns – genauer gesagt trotz uns – fort. Es gibt sehr viele Menschen, Unternehmen und Organisationen, die uns daran erinnern, dass wir die Umwelt zerstören und dass dies sehr bald zu unserer Selbstzerstörung führen wird. Es ist eine unantastbare Wahrheit, die ich in den Worten aller höre, aber sie scheint gerade dadurch ihren Sinn verloren zu haben. Wir wiederholen sie mechanisch wie viele andere Wahrheiten, aber wir sind nicht mehr in der Lage, sie wahrzunehmen. In die Stille hinabzusteigen ist vielleicht der effektivste Weg, den Besitz über die Wahrheiten wiederzuerlangen und jenen weiterzugeben, die den Weg dorthin noch nicht kennen.

Der wahre Meister bleibt die Erde, und die ihrige ist die größte Form von Liebe und Intelligenz, die man kennen und berühren kann, auch für diejenigen, die normalerweise nicht transzendieren. Trotz der Hässlichkeit, mit der wir sie gedemütigt haben, nährt und unterstützt sie uns weiterhin, sie teilt alles mit uns und bittet uns nur darum, sie mit Freude zu genießen. Sie hat es nicht einmal wirklich nötig, dass wir uns um sie kümmern, denn alles ist so genial arrangiert, dass sie sich selbst regeneriert, wenn wir nicht in ihren natürlichen Prozess eingreifen. Jahr für Jahr.

Ich bin ein merkwürdiger Mensch, der sich schwer tut, mit anderen Menschen zu sympathisieren. Jedoch fühle ich eine tiefe Verbundenheit mit Tieren und Pflanzen und es schmerzt mich sehr, zu sehen, wie gewalttätig wir mit dem Planeten umgehen und wie heuchlerisch wir über Liebe und Güte reden, während wir so wenig davon wirklich zeigen. Deshalb verachte ich die Menschen. Somit sündige auch ich durch Anmaßung und Gefühl der Trennung, wie die meisten Menschen, wenn auch vielleicht auf andere Weise.

Auf meinem Weg ist die Eroberung des Mitgefühls noch in weiter Ferne. Somit dachte ich mir, diese Zeit nutzen, um meine Aufmerksamkeit darauf zu lenken. Dies soll eine kostbare Zeit sein, die für mich und meine Mitmenschen eine tatsächliche Veränderung bringt. Denn ich befürchte, dass nach diesen Tagen des Rückzugs alles wieder genau so wird wie vorher, dass alle konsumieren, Lärm und Schmutz verursachen wie nie zuvor, ohne diese herrliche Stille gekostet und ihr zugehört und von all dieser Schönheit gelernt zu haben, die nur dazu da ist, uns zu retten, und die sich uns anbietet, ohne auf eine Gegenleistung zu warten.

Ich habe Angst zu entdecken, dass wir noch zu wenig entwickelt sind, um uns aus dem Schlamm zu erheben, in dem wir geboren wurden und nach der Sonne zu streben. Wir haben wirklich eine große Aufgabe, und diejenigen die meditieren, können diese Verantwortung besser verstehen als andere Personen. Dieses Konzept wird oft als eine Last, eine schwere Aufgabe erlebt. Aber die Verantwortung ist das einzige, was uns frei und mächtig machen kann und uns von anderen Geschöpfen unterscheidet.

Ich bin kein kultivierter Denker und habe niemandem etwas beizubringen, aber etwas sehr Starkes hat mich dazu gebracht, diesen Gedanken mit euch zu teilen. Achtet darauf, wie viel Zeit ihr euch nehmt, um Meinungen, Kommentare, Likes und Mitteilungen zu verbreiten. Hört damit auf. Geht raus und hört zu, atmet. Ihr könnt das tun, ohne gegen die Regeln zu verstoßen, die wir einzuhalten haben, indem ihr vermeidet, eure Gemeinden zu verlassen, länger als notwendig draußen bleiben und vor allem dies als Gruppe zu tun.

Meditiert. Macht es mit nackten Füßen auf dem frischen, neuen Rasen. Die Welle der Vitalität und Kraft, die ihr spüren werdet, ist die reinste Form der Liebe, die es gibt, sie ist für alle da, sie diskriminiert niemanden, sie ist nicht käuflich und ist eigentlich das Einzige, was wir brauchen. Lasst sie zu euch sprechen und durch euch sprechen, durch eure Handlungen. In dieser Dimension sind wir alle dazu aufgerufen, im Einklang mit den universellen Gesetzen zu handeln.

Lasst uns sicherstellen, dass es nicht notwendig ist, all dies zu verlieren, um ihren Wert zu lernen.

*EN*

Beauty will save the world
by Bertan Giulia

“To those who know they must die, the last five minutes of life seem endless, a tremendous richness. At that moment nothing is more painful than the incessant thought: “If I could not die, if I could make life return, what infinity that would be! And all this would be mine! Then I would transform every minute into a whole century, I would not lose anything, I would keep count of every minute, I would waste none of it!”. From “The Idiot” by F. Dostoewskij.

In recent times this phrase comes to my mind frequently, either when I meditate or when I don’t. It is a phrase by Dostoewskij, the Russian giant of literature. A man who apparently saw and described very little of beauty. In most of his works Fëodor focuses more on human miseries and aberrations, yet it is clear for those who indulge in his often tormented writing, that his whole being tended towards an ideal beauty, which necessarily passed through pain and ugliness, until this beauty was able to transcend them. He nourished himself on the lowest matter to reach the purest essence.

In oriental culture the lotus flower, which has its roots in the mud to bloom in all its beauty on the surface of the stagnant water to reach the sunlight, is a powerful symbol of the man who lives in the world but who does not allow it to contaminate his innate purity. The concept of beauty in all cultures, religions, in all works of art is told as a conquest on the darkest aspects that distinguish us, and it seems to me a very important message especially these times. Today, forced to temporarily abandon the normal flow of our days, which often, let’s face it, is not very satisfying, we could learn to detachedly observe the routine of our rich western life made of little attention, narrow-mindedness and hypocrisy. And it may be the most important lesson of our lives.

Like many of you, I am lucky to live surrounded by greenery, and I enjoy even greater luck because I am a beekeeper. This means participating in the natural rhythms and being able to benefit constantly from contact with other living beings. This is no small fortune in the modern world. In this week, in which the activities related to agriculture are not subject to the obligatory stop, I was able to enjoy these rich gifts in a special way. There are no cars around, there is no noise of people, making it possible to hear the birds singing, the sound of rain and the wind in the branches with a crystalline clarity – a rarity even for a city like Merano.

Right next to my home the first wild cherry trees are in bloom, and the buzzing of bees and bumblebees is pleasantly deafening. It’s a beautiful March and nature doesn’t give a damn about the Coronavirus and our paranoia. The cycle of rebirth resumes with or without us, or to be more precise: regardless of us. There are many people, corporations, organizations that remind us of our destruction of the environment and that this will soon lead to our self-destruction. It is a sacrosanct truth that I hear in everyone’s words but that seems to have lost its meaning. We repeat it mechanically like many other truths, but we are no longer able to perceive them.

Descending into silence is perhaps the most effective way we have to regain possession of it, and to share these truths with those who still do not know the way to get there. The true Master remains the Earth, and hers is the greatest form of love and intelligence that can be known and touched, even within the reach of those who usually do not transcend. Despite the ugliness with which we have humiliated her, she continues to nourish and support us, she shares everything with us and only asks us to enjoy it. She does not even need us to really take care of her, because everything has been arranged so ingeniously that if we do not interfere with her natural process, she regenerates herself, year after year.

I am a strange person, who struggles to sympathize with others, but who feels a deep bond with animals and plants, and I feel great pain to see how violently we treat the planet, with how much hypocrisy we talk about love and kindness but how little we show. This makes me feel contempt for human beings. So I too sin with presumption and sense of separation, like most people do, though perhaps in a different way. In my path, the conquest of compassion is still a long way off, and I thought I would use this time to bring my attention to it. I would like it to be a precious time, capable of bringing a real change for me and for those around me.

Because I am afraid that after these days of retreat, everything will go back to be exactly as before, that everyone will consume, cause noise and dirt worse than before, without having tasted this magnificent silence, without having listened to and learned from all this beauty that is here just to save us and that offers itself to us without asking anything in return. I am afraid to discover that we are still too little evolved to lift ourselves out of the mud in which we were born and aspire to the sun. We really have a great task and those who meditate can understand this responsibility more than those who don’t. This concept is often experienced as a burden, a heavy task. But the responsibility is the only thing that can make us free and powerful, it distinguishes us from other creatures.

I am not a refined thinker and I have nothing to teach anybody, but something very strong pushed me to share this thought with you.
Be aware of how much time you take to churn out opinions, comments, likes and shares. Stop doing that. Go out there and listen, breathe. You can do this without breaking the rules that we have to obey, as long as you avoid to leave your community, to stay out longer than necessary and especially to do it in a group of people.

Meditate. Do it with your bare feet on the fresh, new grass. The wave of vitality and strength that you will feel is the purest form of love that exists, it is for everyone, it does not discriminate anyone, it cannot be bought and is in fact the only thing we need. Let it speak to you and speak through you, through your actions. In this dimension we are all called to act and to do so in accordance with the universal laws.

Let us make sure that it is not necessary to lose all this to learn its value.

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